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Cronaca - Cronaca

«I soldi per ponte Pusterla? Mi hanno assicurato che arriveranno la settimana prossima e se non accadrà niente entro il 15 maggio allora li metterò io». Se i commercianti della zona cercavano rassicurazioni sulla riapertura del ponte che dovrebbe ricollegare una città oggi divisa in due, giovedì sera le hanno trovate nelle

 parole di Achille Variati. Il sindaco di Vicenza, assieme al primo cittadino di Caldogno Marcello Vezzaro, all'assessore ai lavori pubblici Ennio Tosetto, al responsabile della direzione Difesa del suolo Tiziano Pinato e al dirigente del Genio civile di Vicenza Paolo Marchetti, ha incontrato nella sede della Confcommercio i negozianti colpiti dall'alluvione di Ognissanti. Tante le domande e le perplessità degli esercenti, stufi di parole e promesse, e impauriti per un nuovo e possibile disastro, dopo gli episodi dei mesi scorsi.

PONTE PUSTERLA. Il gruppo dei più agguerriti non può che essere composto dai commercianti di ponte Pusterla. «È da febbraio che ascoltiamo solo parole - afferma Mariangela Masolo, rappresentante dei negozianti -. Vogliamo una speranza, perché non viviamo più in una zona alluvionata ma degradata». La risposta di Variati non si fa attendere. Il primo cittadino dapprima mette le carte sul tavolo del dibattito, poi illustra le tempistiche. «Per rimettere a posto la struttura - spiega - ci vogliono 2,2 milioni di euro. Di questi, una parte è messa dal Comune e i restanti, 750 mila euro, sono una donazione che è stata fatta alla Regione e che deve essere girata a noi. I soldi sono lì da due mesi, ma sono bloccati perché la Corte dei conti vuole fare delle verifiche preventive. Ma stanno andando avanti da tanto, troppo, troppo tempo e se non sbloccheranno la situazione sono disposto ad andare a Venezia e gettare nel canale qualche scrivania».

Variati, accogliendo le proteste, si dice in ogni caso ottimista. «Mi hanno assicurato che la prossima settimana i soldi arriveranno - spiega - e se entro il 15 maggio non accadrà nulla, allora prenderò il denaro che manca da altri nostri lavori e sarà il Comune a coprire l'intero costo dell'opera». Messa in archivio, o quasi, la questione economica, i commercianti sono rassicurati anche sulla data di riapertura. «Il progetto esecutivo è pronto - aggiunge Tosetto - e una volta arrivati i soldi daremo il via alla procedura negoziata. A fine maggio si apriranno le buste, verrà quindi scelta l'impresa, e partiranno i lavori. La ditta lavorerà dalle 6 di mattina alle 10 di sera, sabato compreso e forse la domenica. Il ponte resterà aperto per il transito dei pedoni e biciclette. E per settembre tornerà ad essere percorribile da auto e bus».

BACINO DI LAMINAZIONE. Ma la paura più grande è quella di una nuova alluvione. «Come possiamo vivere con il timore che la nostra attività finisca ancora sotto acqua?», chiedono in coro gli esercenti a Variati. «Serve solo una cosa - è la risposta del sindaco - un sistema di bacini di laminazione. O quanto meno che venga fatto al più presto quello di Caldogno. Ma a questo punto non sono più sicuro dei tempi». Tocca quindi a Pinato fare chiarezza su quello che dovrebbe diventare il salvagente in grado di non far annegare Vicenza. «In questo momento - spiega - si stanno facendo i rilievi a Caldogno dove dovrebbe essere costruita una cassa di espansione da 33 milioni di euro.

I soldi ci sono e l'intenzione è quella di andare avanti anche se ci sono opposizioni da parte dei contadini.  Per fine anno appalteremo i lavori e in due anni sarà costruito il tutto». Ma l'attesa non sarà sofferta, assicura Variati, illustrando i nuovi strumenti capaci di prevedere il rischio alluvione con largo anticipo. «In primis le sirene - ricorda il primo cittadini -. L'Arpav, inoltre, installerà 6 nuovi idrometri a Nord. In questo modo con circa 6 ore di anticipo sapremo cosa accadrà in città».

RISARCIMENTO DANNI. Durante l'incontro, presieduto dal direttore di Confcommercio Andrea Gallo, uno sguardo al futuro ma anche uno al recente passato. E in particolare alla questione economica relativa ai negozi colpiti dall'alluvione. «Poiché i rimborsi vengono dati per il ripristino dei danni - conclude Variati - manderemo un tecnico a verificare la congruità di quanto presentato con quanto svolto. Certo, chi a suo tempo aveva svolto una perizia giurata allora non sarà interessato. Il tecnico non deve essere preso come uno strumento di controllo. Una volta fatto ciò, diremo a Zaia a quanto ammonta la somma e aspetteremo i soldi. Che, sottolineo, ci sono».

 


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