Stagione in negativo per l’Altopiano d’Asiago
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Gli impiantisti dell’Altopiano di Asiago lanciano l'allarme: «Il turismo invernale sull'Altopiano è morto e pare che nessuno si accorga». Quest’inverno l'altopiano corre il rischio di chiudere con
milioni di euro in meno nell’economia locale, con evidente ricaduta nel contesto sociale. Si è registrato infatti l'80% di presenza in meno per il comparto che vuol dire tra gli 800 mila e il milione di euro di mancato introito, aggiunto alle spese per la neve artificiale. Tutto ciò costringe gli impiantisti a tagliare personale e servizi. Gli operatori dello sci si rivolgono alle istituzioni e Paolo Rigoni del comprensorio Kaberlaba afferma: «Non vogliamo trattamenti di favore, ma solamente essere trattati alla pari. Dove sono i nostri rappresentanti politici per constatare lo stato delle cose? Qui c'è una calamità naturale come per l'agricoltura quando non piove e dobbiamo correre ai ripari».
Anche gli albergatori registrano una situazione drammatica: le presenze sono calate tra il 20 e il 30% e, come afferma il presidente degli albergatori, Alberto Vescovi, se il periodo natalizio ha portato turismo, indipendentemente dalla neve, ora la situazione è drammatica. Il mancato fatturato è di mezzo milione di euro.
Altri bersagli di questa stagione critica i commercianti (calo sempre del 20-30%), il settore più sfavorito quello dell’abbigliamento al contrario dell’agroalimentare che è riuscito a resistere di più alla stagione negativa.






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