Niente blocco Tir per il Veneto
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Sciopero dei camionisti dalla Sicilia al Lazio fino in Lombardia con l'A4 a Bergamo, Torino in Piemonte, Bologna e Cesena in Emilia. Ma per il Veneto niente blocchi ed una sola protesta a
piedi di una decina di persone al casello Vicenza est.
In un settore dove c’è molta sofferenza si assiste ad una divisione: chi si fida dell’accordo firmato con il governo dalle associazioni di categoria del trasporto, chi invece vuole ribellarsi concretamente. Un camionista vicentino, Luca Mastrotto, con 22 anni di lavoro alle spalle, spiega che per fare la sua solita tratta Vicenza-Torino e ritorno ci vogliono 550 euro di spesa (280 litri di gasolio a 1,50 euro al litro sommati ai 120 euro di autostrada, più 10 ore al volante), mentre altri 500 sono il guadagno per quel trasporto, su cui si devono detrarre tasse, assicurazione e officina. Egli non ha aderito alla protesta, speranzoso che il Governo mantenga l'impegno del rimborso parziale delle spese per il carburante.
In totale dissenso con la linea d’associazione fra Cna, Fai e Governo e in accordo invece con la protesta, Claudio Zapparoni, ex presidente della Confartigianato trasporti con società ad Arzignano. Egli afferma che la Confartigianato, annullando lo sciopero, ha agito in modo sbagliato e sostiene: «Confartigianato fa più politica che altro. Noi non ne possiamo più, i costi sono troppo alti. Se tutti i camionisti avessero aderito al blocco l'Italia si sarebbe fermata.»
Maria Teresa Faresin, la presidente di Confartigianato trasporti del Veneto, afferma che il protocollo d’intesa sul rimborso parziale delle spese carburante c’è, bisogna ora attendere che vada sulla Gazzetta Ufficiale. Entro 60 giorni si vedrà se gli emendamenti passeranno. La Cna Fita è d'accordo: «A livello Veneto siamo compatti, il blocco andava sospeso perché il Governo ci è venuto incontro.»






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