Pelle levigata grazie al peeling
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Il peeling (dall’inglese to peel, “sbucciare”), non è da confondere con gli esfolianti che si usano in casa per la detersione quotidiana, ma è una metodica di pertinenza medica. Quando
si parla dei prodotti cosmetici a effetto levigante che contengono acidi blandi, sali, gusci di noce smussati e che lisciano la pelle agendo sulle cellule morte è più corretto usare il termine ‘scrub’ o ‘gommage’.
La specialista in idrologia medica e medico estetico a Milano e Formia, Maria Gabriella Di Russo, spiega che il peeling «è una procedura dermocosmetica che avviene attraverso l’applicazione di una o più sostanze caustiche in combinazione nello stesso preparato o sequenza (acido glicolico, mandetico, piruvico, salicilico e tricloroacetico), per un tempo e una concentrazione tali da indurre la comparsa di un eritema più o meno intenso.»
Il trattamento, afferma la specialista, può essere eseguito solo da un medico specialista nel suo ambulatorio ed è indolore. Le concentrazioni degli acidi variano a seconda dell’utilizzo e ai differenti usi corrispondono diversi obiettivi. Tra questi il ringiovanimento della pelle, lentigo, rughe, macchie, ipersecrezione sebacea, acne.
Il peeling da un lato vuole migliorare l’aspetto della cute e dall’altro stimolare la produzione endogena di collagene, elastina e delle componenti importanti della cute che tendono a diminuire con il trascorrere degli anni.






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