La questione è alquanto complessa.
Se si abita in condominio è si è proprietari di più cani, nel caso ci siano continue lamentele di disturbo da parte dei condomini non risolte amichevolmente, questi possono ricorrere per via giudiziaria al giudice.
Il quale dopo avere effettuato gli opportuni controlli, può disporre il ripristino della quiete condominiale anche attraverso l’allontanamento degli animali molesti dall’edificio.
Il questo caso il Giudice condanna il padrone dei cani ad allontanare in via definitiva dall’immobile alcuni animali, da scegliersi a cura del loro proprietario, o in mancanza, secondo le modalità stabilite dal giudice stesso.
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Dal 1° gennaio 2023 il nuovo limite da tenere presente per applicare la contabilità semplificata, per soggetti esercenti attività diverse dalle prestazioni di servizio è pari a 800mila euro e € 500.000 mila per le prestazioni di servizio
I dichiaranti devono tenere inoltre presente che dal 1 gennaio 2023 potranno avvalersi della contabilità semplificata coloro che nell’anno precedente ossia nel 2022 non hanno superato le nuove soglie.
Inoltre quanti intraprendono l’attività nel 2023 potranno avvalersi del regime di contabilità semplificata fin dal primo anno, qualora ritengano di percepire ricavi per un ammontare, ragguagliato a un anno, non superiore ai nuovi limiti indicati.
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Per rispondere a questo quesito è bene considerare quello che stabilisce la legge in materia.
La normativa vigente dispone che il valore globale netto dell’asse ereditario è costituito dalla differenza tra il valore complessivo, alla data di apertura della successione, dei beni e diritti che compongono l’attivo ereditario… e l’ammontare complessivo delle passività deducibili. I debiti, anche relativi agli immobili, non rientrano nel passivo ereditario solo se (contratti per l’acquisto di beni o di diritti non compresi nell’attivo ereditario)
La regola è quella della generale deducibilità dei debiti del defunto.
Quindi, bollette delle utenze, spese per condominio ed imposte proprie del defunto, sono parte integrante delle deduzioni ammesse, previa dimostrazione documentale.
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Il caso è molto complesso e può avere varie sfumature che sarebbe meglio accertasse un tecnico (geometra-architetto)
In linea di massima, nel caso venga costruita una cancellata in violazione della normativa attuale in materia di distanza delle costruzioni dal ciglio stradale, sarebbero da demolire in quanto sarebbe applicabile l’articolo 31 del Dpr 380/2001, che sanziona con la demolizione le opere che siano state eseguite in assenza di permesso.
Tuttavia è sempre bene interessare un tecnico specializzato in materia per valutare eventuali sanatorie o ricorsi vari.
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La questione si può inquadrare così.
Nel caso che un coniuge fiscalmente incapiente ceda il proprio bonus relativo al 110 % (sorto su un immobile di sua proprietà) all’altro coniuge, che in seguito muore, le rate residue del credito, alla luce dell’esame della disciplina tributaria e civilistica, appare dubitabile il fatto che il credito acquisito dal cessionario poi defunto possa essere trasmesso agli eredi.
Infatti, il defunto non è titolare di una detrazione le cui quote residue si trasferiscano automaticamente agli eredi che siano nella detenzione materiale e diretta dell’abitazione oggetto dei lavori, ma è titolare di un credito di imposta acquisito a seguito della cessione a suo favore, da parte dell’altro coniuge che aveva sostenuto le spese agevolate, della relativa detrazione originariamente spettante.
Il credito di imposta, non è un credito fiscale da rimborso, per questo motivo non pare essere qualificabile come un credito trasferibile per successione agli eredi.
Infatti secondo l’art. 121, comma 3, del DL 34/2020, La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere riportata a nuovo negli anni successivi e non può essere chiesta a rimborso.
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Anche se molto dibattuta la questione è abbastanza semplice.
Trattandosi di un componente dell’impianto termico, si rende applicabile la detrazione del 50% per ristrutturazione edilizie, sempre che si tratti di un intervento eseguito su unità immobiliare residenziale posseduta o detenuta da persona fisica.
Ai fini urbanistici, nel caso in cui la normativa non prevede alcun titolo abilitativo per la realizzazione degli interventi, il contribuente deve comunque predisporre e conservare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nel quale siano indicate la data di inizio lavori e attestata la circostanza che gli interventi rientrano fra quelli agevolabili.
E’ obbligatoria, essendoci un risparmio energetico, la comunicazione all’Enea (Energia Nucleare Energie Alternative) della scheda descrittiva dell’intervento entro 90 giorni dalla data di fine lavori o di collaudo delle opere, relativa all’anno in cui essi sono terminati. La comunicazione avviene attraverso l’apposito sito web (https://detrazionifiscali.enea.it/)
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In caso di emissione di una fattura da parte di un Avvocato libero professionista Italiano iscritto alla Cassa forense ad un cliente estero si chiede se è obbligatorio esporre in fattura il contributo integrativo della cassa stessa.
- Secondo l’art. 18 del Regolamento unico della previdenza forense, tutti gli avvocati iscritti agli albi, nonché tutti i praticanti avvocati iscritti alla Cassa devono applicare una maggiorazione, percentuale su tutti i corrispettivi rientrati nel volume annuale d’affari ai fini dell’IVA.
La maggiorazione è ripetibile nei confronti del cliente.
Pertanto, in caso di fattura emessa verso un cliente straniero, il professionista dovrà addebitare il contributo integrativo.
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Si
La sostituzione di una porta basculante o la motorizzazione della porta del garage, rientrano fra gli interventi di manutenzione straordinaria le cui spese consentono l’accesso alla detrazione del 50 %, purché si tratti di un garage pertinente ad una abitazione.
Per fruire della detrazione, è necessario il pagamento delle fatture con bonifico bancario o postale , senza la necessità della comunicazione all’ENEA (in quanto viene installato solo ed esclusivamente il motore).
Al fine IVA, come intervento di manutenzione di box pertinente ad abitazione si applica l’aliquota del 10%.
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Per i ricorsi pendenti in Cassazione al primo gennaio 2023 non ci si può avvalere dell’accordo conciliativo con l’ufficio.
Infatti la conciliazione agevolata delle liti tributarie pendenti al primo gennaio 2023 può riguardare solamente le liti davanti alle corti di giustizia tributaria di primo e di secondo grado se hanno ad oggetto atti impositivi, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate.
Le liti pendenti in Cassazione al primo gennaio 2023 possono essere invece definite con la chiusura delle liti pendenti.
Per informazioni o quesiti potete rivolgervi all'Associazione Consumatori Azienda & Famiglia Tutelata.
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Nei casi in cui in una famiglia ci sia una persona con una disabilità grave ossia una invalidità del 100% vi è la possibilità di usufruire del congedo biennale da parte di un famigliare per seguire tale persona infatti:
- Secondo quanto disposto dall’art. 42 comma 5 del dlgs 151/2021 dopo la sentenza della corte costituzionale 19/2009 è fruibile dal coniuge o da un figlio che sia convivente con la persona portatore di handicap con grave disabilità. In caso di cause invalidanti o di mancanza del coniuge convivente o del convivente di fatto, hanno diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi; in caso di decesso mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre o della madre, anche adottivi, ha diritto a fruire del congedo uno dei figli conviventi. Pertanto, perché possa scattare la possibilità di assistenza da parte di un figlio convivente, è necessario che il coniuge del portatore di handicap sia assente oppure soffra di patologie invalidanti, solo ove ci sia la certezza che il coniuge in questione si affetto da una di queste patologie, ci sarà la possibilità per il figlio convivente chiedere il congedo biennale.
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